Dalla #Valpolicella ritornano i vini di Ca' dei Conti...


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Una lunga storia d’amore.

A Tregnago, in Val d’Illasi, nel territorio DOC Valpolicella, la famiglia Rancan vive e lavora la terra da centinaia d’anni. I primi documenti datano la proprietà di appezzamenti ai piedi del Monte Precastio già dal 1700; la tenuta Cà dei Conti. Angelo e Vittorio Rancan, dagli anni 40 fino al 2007, conferivano le proprie uve alla cantina sociale, ma negli ultini anni Vittorio cominciò a vinificare in proprio le sue uve.

Quando si ritirò, i due figli più giovani, Renzo e Loredana, vollero continuare a coltivare i loro terreni. Nasce nel 2007 l’Azienda Agricola Cà dei Conti. Nel 2009, grazie ad un incontro nato per “simpatia”, entra in cantina l’enologo Fabio Melotto, e con l’aiuto di Eugenio, già coltivatore di grande esperienza, comincia l’appassionate fase dell’inizio.

Comincia il lavoro in vigna, la sistemazione delle piante più vecchie, alcune anche di 50/60 anni, poi l’impianto di nuove viti, con sesti d’impianto più fitti, per ottenere poco frutto di grande qualità. Si riprende l’impianto di vecchie varietà, poco produttive ma di valore, come la Croatina e l’Oseleta e un attento e parsimonioso uso dei trattamenti, nel massimo rispetto del territorio. Le prime produzioni, 2009 e 2010, hanno confermato che questa è la strada giusta, in salita e un po’ difficile, come le colline di Tregnago, ma di grande bellezza.

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Nuova annata per il #Roero #Arneis #Spumante di #lorenzonegro

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Roero Arneis
Metodo Classico Brut (2012) 13% vol. - 17.00€

VITIGNO & VIGNETO
Uve Arneis appositamente selezionate da vigneti su terreni sabbiosi di origine marina che conferiscono tipiche note minerali.

VENDEMMIA & VINIFICAZIONE
A inizio settembre, le uve selezionate sono raccolte a mano in cassette e sottoposte a pressatura soffice. Il mosto fermenta inizialmente in vasche di acciaio inox a temperatura controllata e in seguito in barriques di rovere francese.

MATURAZIONE & AFFINAMENTO
Dopo la fermentazione il vino riposa in barriques sui propri lieviti con batonage settimanale, in primavera con il tiraggio si avvia la presa di spuma e affinamento successivo che dura dai 48 ai 60 mesi.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
Colore giallo paglierino brillante. Perlage fine e persistente. Profumi, complessi e fragranti; note agrumate e fruttate. Gusto pulito, armonico, sapido e intenso.

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Ritornano i vini di Ricci Carlo Daniele, #cascinasanleto

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Azienda Agricola Ricci Carlo Daniele Cascina San Leto

Nei colli orientali del Piemonte, a Costa Vescovato piccolo comune ai piedi dell’Appennino a circa 280 metri s.l.m., nasce nel 1929 l’azienda Ricci. Già da allora Carlo e Clementina, avevano capito la predisposizione naturale di quelle terre alla coltivazione della vite, marne tufose e calcaree e microclima favorevole. Ad oggi, l’azienda è seguita dai vignaioli Filippo, Marosa e Daniele che credono fermamente in questo territorio.

In cantina, arrivano uve selezionate opportunamente diradate e si seguono criteri di lavorazione che rispettano i tempi imposti dalla natura e non dall’uomo. I vini maturano per un periodo che va da un minimo di uno ad un massimo di tre anni, in botti di rovere. L’imbottigliamento, avviene seguendo le fasi lunari più propizie, senza chiarifiche ne filtrazioni, gli eventuali sedimenti naturali che possono formarsi, servono a proteggere il vino.

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Ritorna l'#Aglianico del #Vulture di Cantina Madonna delle Grazie



I nostri vini vengono preparati e progettati a partire dalle nostre vigne. La qualità di un vino, infatti non si ottiene solo in cantina ma innanzitutto in vigna. Le nostre nuove cantine, ubicate in prossimità del complesso monastico francescano della Madonna delle Grazie (XVI secolo), ci permettono di valorizzare ed esprimere al meglio, con una studiata tecnica enologica, il valore e la qualità delle nostre uve selezionate. La tecnica, maturata nella migliore scuola enologica italiana e francese, si basa su una profonda conoscenza e ricerca scientifica dei sistemi di vinificazione e delle caratteristiche dell’Aglianico del Vulture. Avere a disposizione come materia prima uve di un grande vitigno come l’Aglianico, é un certo vantaggio e garanzia di qualità per i nostri vini. Già insigni personalità come il lucano Michele Carlucci, ed il Prof. Giovanni Dalmasso, maestro dell’enologia e viticoltura Italiana, in un convegno dell’Accademia italiana della Vite e del Vino, tenutosi proprio nell’Abazzia di San Michele in Monticchio nel 1957, hanno dichiarato l’Aglianico del Vulture, come uno tra i migliori vitigni ad attitudine enologica nel panorama ampelografico internazionale, identificando il vino omonimo prodotto nell’area come il Barolo del Sud. Tali considerazioni sono supportate dalle recenti acquisizioni in campo scientifico.Alla nostra gamma vini appartengono al momento quattro tipologie di rosso a denominazione di origine controllata, un rosè 100% Aglianico del Vulture, e un bianco ottenuto da una piccola parcella di Malvasia. Tutti i nostri vini nascono come fiero ed orgoglioso omaggio al nostro lavoro, alla nostra storia e al nostro territorio.

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descrizione ampelografica
Si riporta la descrizione elaborata da Michele Carlucci, sommo ampolografo, fondatore della scuola enologica di Avellino, presidente onorario dell’Accademia italiana della vite e del vino. “Il vitigno Aglianico ha i tralci di color nocciola, duri con internodi corti o medi. I germogli sono cotonosi con ricco tomento biancastro sulle foglioline terminali con l’apice del germoglio leggermente sfumato in rosa. Le foglie medie sono pentagonali, ordinariamente trilobate, talvolta quadrilobate con seni laterali mediamente profondi, chiusi o quasi sovente con dente sul fondo. Altre caratteristiche sono il seno peziolare quasi chiuso, i denti larghi ottusi, il picciolo leggermente rosso alla base. I grappoli sono medi (il peso è circa 100 g.), più o meno serrati, conici e piramidali, frequentemente alati; il peduncolo è medio o medio-corto, giallo verdastro a perfetta maturazione, i pedicelli corti e rossi. Gli acini sono medi sferici, la buccia è spessa, coriacea di color violetto carico e pruinosa. La maturazione è piuttosto tardiva nell’area del Vulture, si determina tra il 15 ottobre e il 10 novembre”.

storia dell'aglianico del vulture
L’Aglianico, secondo le tesi più accreditate sarebbe stato introdotto in Italia dai coloni greci della Calcide ( eubea) ( oggi negroponte) all’epoca della fondazione di Cuma ( 750 a. C.). Ma alcune recenti teorie in corso di definizione, ipotizzano la coltivazione della vite e la presenza del vitigno ancestrale nell’antica Lucania anteriori all’arrivo dei coloni greci. Anche l’origine etimologica del suo nome è incerta. L’appellativo ancestrale sarebbe stato secondo alcuni Eleanico, dal nome dell’antica città di Elea, sulla spiaggia lucana del Tirreno. Secondo i più il suo nome iniziale era Ellhnika. La corruzione linguistica di questo in Ellanica , Ellenico (sinonimie riportate nella letteratura ampelografica) quindi in Aglianico si è completata alla fine del XV secolo, al tempo del dominazione aragonese nel regno di Napoli. Infatti la doppia L in spagnolo ha lo stesso suono del gruppo GL. Se il Barolo è stato definito come il vino dei re, l’Aglianico nella sua più lunga storia non gli è stato certamente da meno stato costantemente presente sulle mense di sovrani e condottieri. Innanzitutto l’Aglianico rientrava nell’uvaggio del Falerno, il più celebrato vino dell’Impero Romano. Lo hanno quindi bevuto imperatori tra cui sicuramente sicuramente Augusto, i cui momenti di convivio, sono stati magnificati dai versi Quinto Orazio Flacco, poeta maximus, dell’impero ma anche noto come poeta del carpe diem e del vino. Oriundo della stessa capitale dell’Aglianico del Vulture Venusia, splendida civitas ricca di vigneti, più di ogni altro ha tratto dalla vite e dal vino forza ispiratrice generando i più grandi capolavori della poesia mondiale di tutti i tempi, che hanno contribuito a creare quel profondo legame e tra cultura e vino, che distingue lo stesso vino dalle altre comuni bevande alcoliche. Nel basso Medioevo gli esarchi bizantini inviavano ai Basilei di Bisanti, signori della Basilicata fino all’anno 1000, li potente vino del Vulture. Il Normanno Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo, divenut dopo il fratello Drogone feudatario di Venosa, ne era grande estimatore. Il grande imperatore Federico II di Svevia, amante della poesia musica e caccia lo amava bere abbinandolo sugli arrosti di cacciagione nei castelli di Melfi e Lagopesole e Monteserico, con il cancelliere Pier delle Vigne e i suoi cavalieri. Carlo d’Angiò raccomandava ai feudatari suoi vassalli del Vulture di inviargli ogni anno 400 somme del buon vino Aglianico. Il coppiere Sante lancierio riferisce come l’aglianico sia stato uno dei preferiti vini di paolo III Farnese. Fra gli apologeti degustatori di questo vino ci fu Ferdinando IV di Borbone penultimo re delle Due Sicilie, che venuto in visita ufficiale in Basilicata, si trattenne più a lungo soggiogato dal bellissimo paesaggio e dalla bontà del vino.

Clicca sulle bottiglie per visualizzare le schede tecniche dei vini.

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Aglianico del Vulture “Messeroto”

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Aglianico del Vulture "Liscone"

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Aglianico del Vulture "Bauccio"
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Aglianico del Vulture Riserva “Drogone”

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Bruno Rocca Barbaresco 2015

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Una famiglia legata al territorio, dalla fine degli anni `50 quando Francesco, il papà di Bruno Rocca, con la moglie Maria Adelaide, si sposta dal centro di Barbaresco nella zona di Rabajà dove acquista una parte di vigneto. Inizia così la crescita dell`azienda e l`abbandono della mezzadria. Bruno, non ancora maggiorenne, impara a riconoscere nell`uva la vera espressione della terra e, dopo i primi decenni dove il prodotto della vigna veniva venduto quasi interamente ai Produttori del Barbaresco, e vinificato in minima parte, dal 1978 decide di dare una svolta all`azienda. L`entusiasmo che si crea per il mercato vitivinicolo, in pieno sviluppo, vede protagonista anche l`azienda Rabajà di Bruno Rocca che, con la vendita del vino in bottiglia, si crea un nome e un`immagine nel panorama italiano e internazionale. La filosofia del vino come espressione naturale del territorio di Barbaresco viene apprezzata e la crescita graduale porta all`acquisto di nuovi appezzamenti e all`ampliamento della cantina, fino ai giorni nostri.


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Barbaresco - Bruno Rocca 2015 - 39€

Nebbiolo 100%, prodotto con uve provenienti dal comune di Neive. Il terreno è misto tufaceo argilloso con alcune vene di sabbia.

Produzione: 40 hl/ettaro.
Vinificazione: in acciaio inox per 15-18 giorni.
Maturazione: 12-16 mesi in barrique di rovere francese.
Colore: rosso granato intenso.
Profumo: molto ampio di frutta nera (mora, prugna, amarena), di fiori leggermente appassiti (viola e rosa) e di spezie.
Sapore: caldo, elegante e avvolgente, molto lungo e persistente con sentori che riprendono l`espressione olfattiva con una nota di cacao.

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Dal Friuli Vignai da Duline...

“Vignai da Duline”


La Duline è il toponimo dei due ettari in cui si trovano i vigneti più vecchi situati nel comune di San Giovanni al Natisone. Da qui siamo partiti nel 1997 cercando un rapporto di sintonia tra la nostra storia e quella del territorio in grado di farci esprimere in modo creativo.

Ora l'azienda comprende quasi sei ettari ubicati tra la pianura e le diverse espressioni della collina: luoghi differenti che offrono ai nostri vini complessità e sfumature complementari.

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Cosa vorremmo che i nostri vini Vi raccontassero?
il rispetto dell'ambiente e dei suoi equilibri, la cura e l'attenzione personale per ogni fase produttiva, la ricerca di un progetto vitivinicolo di scrupolosa qualità, l'espressione della memoria che l'uva ha del territorio...

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Ritorna il #Barbaresco di Piero Busso...

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L’Azienda Agricola Piero Busso nasce nel 1953.
E’ una piccola azienda a conduzione familiare: Piero, con l’aiuto della moglie Lucia e dei figli, Emanuela e Pierguido, segue tutte le fasi di produzione del vino, dal vigneto alla cantina.

La parola d’ordine della famiglia Busso è: Il vino nel rispetto del territorio.

L’attenta selezione dei vitigni, le caratteristiche peculiari del suolo e l’esposizione ideale dei nostri vigneti permettono di ottenere vendemmie adatte alla produzione di grandi vini.

Ogni mezzo viene usato, secondo la nostra filosofia, per ottimizzare una viticoltura rispettosa del suolo, della pianta e dell’ambiente. Per questo motivo facciamo pochi trattamenti, non usiamo diserbanti chimici e arricchiamo il terreno di soli composti naturali. I nostri vigneti possono, quindi, dirsi a basso impatto ambientale.

Tutte queste condizioni, fondamentali per ottenere una buona vendemmia, non devono essere “tradite” da una vinificazione di tipo industriale, improntata ad un uso eccessivo della tecnologia e della chimica.

Il nostro lavoro, perciò, in vigna e in cantina, è mirato ad ottenere un vino che rispetti il frutto: il suo gusto (gli aromi e il sapore) e la sua origine.

Le vendemmie sono interamente manuali e la data della raccolta è determinata solo dopo un’attenta analisi della maturazione dell’uva. I grappoli sono raccolti in piccole ceste forate per evitare che vengano schiacciati e che il succo si ossidi. Dopo la deraspatura, l’uva viene leggermente pigiata e successivamente avviata verso i tini termoregolati.

La vinificazione avviene in purezza per ogni vino. Questa selezione rigorosa permette di esprimere al massimo la qualità e la peculiarità dei differenti tipi di vitigni.

L’invecchiamento avviene in botti grandi di rovere e per alcuni vini in barrique, prestando  attenzione a non mascherare l’originalità dei vini, ma ad esaltarne la loro tipicità.
L’azienda coltiva 10 ettari e produce circa 45.000 bottiglie.

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vitigno, vigneto, vendemmia, vino
Sono queste le quattro parole magiche su cui si basa la passione e l’amore per il lavoro che facciamo. In queste parole, infatti, si trovano le fasi che regolano la nostra attività. Un vitigno, un vino.

Il vitigno viene scelto in base all’ubicazione del vigneto in cui si intende trapiantarlo. Determinati terreni sono adatti a vitigni differenti ed è controproducente impiantare solo quelli più richiesti dal mercato, dimenticando che la qualità di un vino, sia esso Barbaresco o Dolcetto, nasce principalmente dal luogo in cui viene coltivata l’uva da cui è prodotto.

Il vigneto viene coltivato con la massima cura, avendo la consapevolezza che chi fa il vino è per prima cosa un agricoltore e quindi deve avere riguardo del terreno in cui lavora. La natura da quello che riceve.
La vendemmia, che dire… per noi è un secondo Natale! È  un momento di festa, in cui però non viene dimenticata l’importanza cruciale di questa fase, che è seguita con scrupolosa attenzione.

E infine  il vino, il dolce nettare,  la  creatura che vive e matura sotto gli occhi attenti di tutta la famiglia Busso fino al momento in cui sarà pronto per essere degustato.

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Proprietà Sperino, grandi vini dell'Alto Piemonte...

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"Vinificare è un atto profondamente umano e culturale.
Un vino buono è parte della storia del territorio,
della collettività e del singolo produttore"

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Al centro della filosofia che guida l’azienda c’è la ricerca della massima qualità ottenibile nel rispetto della tradizione del luogo. L'umana passione del viticoltore si traduce in progetti e investimenti di lungo termine, nella pazienza di aspettare che il terreno sia pronto, che la vite cresca, che l'uva maturi -una sola volta all'anno- e che il vino si affini.
Nel 1999 Paolo De Marchi insieme al figlio Luca rispolverò la lunga tradizione di famiglia piemontese con lo scopo di riportare in auge i mitici vini del Nord-Piemonte. Il vino della prima annata, il 2004, uscì nel 2006.

Proprietà Sperino conta oggi otto ettari di terreno vitato, ai piedi del Monte Rosa. Sei si trovano a Lessona e si dividono tra le vigne Belvedere, Ormeggio, Castagnola, Rava e Covà. I rimanenti due ettari e mezzo sono la vigna Madonna degli Angeli in frazione Forte nella zona del Bramaterra.

La maggior parte delle vigne della Proprietà Sperino si trova nella storica zona degli Ori, così chiamata per il colore giallo brillante delle vecchie e profonde sabbie marine, sul soleggiato e ventilato altopiano di Orolungo.

Per Paolo e Luca De Marchi riportare in auge i vini del Nord Piemonte significa farli rivivere come erano quando la zona era importante e conosciuta, nel rispetto non solo della tradizione del territorio ma anche delle conoscenze e delle tecniche usate allora.


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Nuove Annate per il #verdicchio di Fattoria Coroncino

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L’azienda è stata fondata nel 1981 dai proprietari Lucio Canestrari e sua moglie, Fiorella De Nardo che lavorano direttamente nella conduzione sia della vigna che della cantina. Pionieri del Verdicchio di qualità hanno contribuito a riscattare l’immagine di vino economico da pizzeria diffusa negli anni ‘60 e ‘70. Attualmente l’azienda si sviluppa su tre corpi, per una superficie totale di 17,5 ettari, con 9,5 Ha di vigneto iscritto all’albo del Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico e una produzione di circa 50.000 bottiglie. Tutto il vino che produciamo proviene da uve coltivate da noi, e tutto nel tipo di Verdicchio Classico Superiore; Classico significa che il vigneto si trova nella zona di più antica tradizione, Superiore che la vigna ha prodotto meno di 11 tonnellate di uva per ettaro . Media di produzione attorno ai 60 hl / Ha. Abbiamo 0,4 ettari di vigneto rosso e 1,5 ettari di uliveti che producono olio extravergine di oliva.

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Motto: ‘N DO ARIVO METTO ‘N SEGNO locuzione romana che significa faccio quel che posso e si vede fin dove è fatto. I vigneti sono su terreni diversi e altitudini tra i 250 ei 400 metri, la densità dei vigneti va dalle 1666 viti/Ha dei vecchi impianti in via di rinfoltimento alle 3.300-5.000 dei nuovi impianti. Sistema di allevamento Guyot, inerbimento naturale dei vigneti a partire dal 1983, il controllo delle malattie fungine e insetti secondo il metodo della lotta integrata e biologica (dal “92) , non concimiamo dal 1995 per mantenere integro il profilo del terroir, vogliamo che il sapore dell’uva sia quello dato dal suolo e non dai concimi. Non siamo in nessuna associazione, non abbiamo nessun dogma, ci piace usare la nostra testa in libertà e lavorare in un luogo piacevole in accordo con la natura. Vogliamo produrre vini naturali, salutari e digeribili per noi e per i clienti. Tecnica del buon senso consapevole. Raccolta manuale in cassette con cernita dei grappoli di tutte le uve. Tempo e conservazione sui lieviti per ottenere la stabilità.

In linea d’aria i vigneti sono situati a 3 km tra i più lontani, Coroncino è al centro, ma rientrano in tre comuni diversi: Cupramontana (Spescia), Staffolo (Coroncino) e San Paolo di Jesi (Cerrete).

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Ritornano i vini di #Stroblhof dall'Alto Adige...

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I MINERALI NATURALI DOMINANO NELLA CANTINA DELLO STROBLHOF.

Nella moderna cantina dello Stroblhof, minerali naturali come creta e argilla, assieme alla quercia, creano il clima ambiente naturale e un’atmosfera accogliente. L’amore per la natura, per la viticoltura e per questo meraviglioso angolo di terra sono, assieme alla qualità dell’uva, parti integranti e inconfondibili di questi vini.

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Su 5 ettari di terreno a 500 m sul livello del mare, i nostri vini di qualità maturano già dal XVI secolo nella migliore posizione: direttamente sul fianco Costiera della Mendola che si staglia alta, sui pendii rivolti a est e a sud-est. Lì godono fino all’autunno delle calde giornate altoatesine e delle notti montane, piacevolmente fresche. Grazie a questo clima alpino-mediterraneo, ai freschi venti discendenti e ai terreni calcarei e fosforici, come anche all’amorevole cura dei vigneti, nelle nostre cantine nascono vini assolutamente particolari.

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I Vini di Paolo Monti da #Monforte

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Nel Comune di Monforte d' Alba al centro delle Langhe ha sede l'Azienda Agricola Monti.

Nell'anno 1996, Pier Paolo Monti ha avviato la sua attività vitivinicola acquistando insieme alla cascina, ove è stata edificata la cantina, alcuni vigneti nel territorio di Monforte d'Alba. Bussia, San Martino, Val di Sacco, Camie e Chiese sono le frazioni ove sono situati i vigneti dell'azienda.

La superfice complessiva attuale è di circa 16 ettari suddivisi in
6 tipologie di vitigni: la Barbera d'Alba, il Nebbiolo con cui si ottiene il Barolo, il Cabernet Sauvignon e il Merlot destinati a creare il Langhe "Dossi Rossi" e due vitigni a bacca bianca, il Riesling Renano e lo Chardonnay che compongono il Langhe "L'Aura".

La
cantina costruita ex-novo, è attrezzata per ospitare, in locali separati e climatizzati, tutte le fasi della lavorazione, dalla vinificazione all'imbottigliamento. Nei locali interrati avviene l'affinamento e l'invecchiamento in legno dei vini.

Una attenta conduzione dei vigneti, la moderna gestione della vinificazione abbinata ad una scrupolosa fase di invecchiamento permettono di ottenere
vini di grande personalità e qualità.


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Ritornano dal Friuli i vini di Simon di Brazzan...

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Le Generazioni
Un tempo il Vino era fatto di fiducia, quella stessa fiducia che suscitavano i nonni, imponenti e buoni. Queste vecchie figure erano affascinanti, ottenevano, con esperienza quasi magica, un vino che seduceva tutti. Durante la vendemmia venivamo rapiti da profumi e sapori unici, gli stessi che oggi dipingono nella nostra mente immagini ormai lontane impossibili da dimenticare.
Il tempo di oggi mi ha lasciato un testimone che mi fa custode di segreti e magie, di sapienza e amore per il Vino, a me il piacere di offrirvi questa mia Passione.

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La Terra

Il particolare significato che assume la Terra è la costanza nel tempo. I valori di queste Terre, composizione, giacitura, esposizione e locazione, hanno trovato un equilibrio naturale con il susseguirsi delle tecniche di coltivazione. Possono variare i vitigni, le annate e i metodi, ma a determinare il carattere di un vino è compito della Terra.

Il Vitigno
Enotria Tellus, la terra della Vite e del Vino. In queste terre conquistate il Vitigno e il suo frutto hanno conquistato a loro volta. Il forte legame che si è creato tra Uomo e Vite ha portato ad un selezione di Vitigni autoctoni che tutto il mondo può apprezzare solo in questo piccolo angolo del Friuli Venezia Giulia.1

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Il Clima
Il tempo che trascorre, Il tempo che cambia, Le stagioni si alternano e la annate variano. La Vite sembra aver scelto da sola questo luogo, dove le Alpi proteggono queste dolci colline che a mezzogiorno si aprono alla benefica influenza del mare. Il soffio dei venti e l’altezza di queste terre, creano una coperta ideale per questo antico sapore, il Vino.

L'Uomo
Qui, la tradizione non ostacola l’innovazione, l’evoluzione della tipicità non dimentica la ricerca, la difesa dell’autenticità dei nostri vitigni non impedisce al Vino di evolversi. I nonni hanno saputo selezionare le cultivar di Vite nel corso degli anni, tramandandole per generazioni.
In quei vitigni si può leggere la storia, la cultura ed il pensiero dell’Uomo in queste terre. Questa messaggio è un altro importante fattore che ci permette oggi di realizzare con eccellenza i nostri Vini.



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#Glengoyne, ritornano nella nostra selezione #Whisky

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Gli aromi audaci e complessi di Glengoyne sono il risultato di secoli di sapienza artigianale. Da quasi 200 anni “coccoliamo” il nostro whisky con gli alambicchi più lenti della Scozia e lo facciamo maturare nelle migliori botti di rovere, rimanendo così fedeli allo spirito di Glengoyne. Sei principi guida ci mantengono fedeli al passato e al nostro gusto. Cambiare anche un solo elemento significherebbe alterare i sapori audaci e complessi di Glengoyne.

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ORZO ESSICCATO ALL’ARIA, MAI CON TORBA - WHISKY NON TORBATO I nostri fondatori cominciarono questa tradizione per necessità: non c’è torba nel suolo attorno a Glengoyne. Ciò significa che non c’è affumicatura nel nostro whisky e nessun posto in cui i sapori rozzi o le botti mediocri possano nascondersi.

GLI ALAMBICCHI PIÙ LENTI DELLA SCOZIA - PAZIENZA Gli aromi audaci di Glengoyne sono il risultato di un impegno altrettanto audace: quello di “coccolare” il nostro distillato attraverso gli alambicchi più lenti della Scozia. I nostri aromi formano a poco a poco il distillato liscio e complesso che ci ha reso famosi. È stravagante ma non abbiamo intenzione di cambiare nulla.

RARE E COSTOSE BOTTI DI ROVERE Ci occupiamo direttamente dell’intero viaggio di 6 anni che le nostre botti di sherry impiegano dalle foreste di quercia fino alla distilleria sull’altipiano. Ci occupiamo di ogni fase, dalla scelta all’essiccazione, alla stagionatura.

CURA METICOLOSA - INVECCHIAMENTO Ogni botte di Glengoyne viene trattata con cura meticolosa. Tutte sono protette da sbalzi di temperatura dai muri di pietra e pavimenti di terra dei nostri magazzini tradizionali. Diamo loro spazio per maturare sistemandole in pile di 3. Facciamo tutto ciò per creare l’evaporazione giusta, botte e distillato in una unione perfetta.

IL PERCORSO PIÙ DIFFICILE - COLORE NATURALE Il legno per la produzione delle botti viene selezionato dalla foresta della Spagna settentrionale dove viene poi essiccato al sole e all'aria per 3 anni , procedendo infine verso la produzione. Una volta terminato la fase produttiva viene usata per l invecchiamento dello sherry per altri 3 anni , il quale rilascia le sue note di colore e aroma alla botte. Una volta terminato l invecchiamento sono pronte per essere spedite in distilleria dove verranno usate per l invecchiamento del Glengoyne. Grazie a questo lungo percorso il nostro distillato assumerà in modo naturale il colore e gli aromi che la botte ha accumulato negli anni

TRADIZIONE Il nostro progresso non si misura in anni o decenni ma in secoli. Siamo rimasti fedeli ai nostri principi fondamentali stabiliti nel 1833 e tramandati per generazioni.

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Ritornano i Rum selezionati da #RumNation...

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Come è nata Rum Nation?
In famiglia abbiamo una lunga tradizione di importatori di whisky scozzesi.
Nel 1990 ero in Scozia per visitare distillerie, assaggiare barili e prendere accordi commerciali: durante alcune visite a magazzini di broker specializzati in whisky ho cominciato a notare, accantonati a fianco dei single malt, diversi vecchi barili di Rum della Guyana Inglese e della Jamaica. Essendo ex colonie britanniche, infatti, questi rum venivano spesso spediti in Scozia e Inghilterra per l’invecchiamento (in un clima più umido e fresco che permetteva una maturazione più lenta e graduale) e un eventuale successivo blending per dare vita ai cosiddetti Navy Rum.

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Ma allora l’idea di creare Rum Nation è nata ancora prima di Wilson & Morgan per i whisky?
No, semplicemente notare quelle botti di rum mi ha fatto venire un’idea proprio mentre già stavo lavorando al lancio della linea indipendente di whisky Wilson & Morgan.
Idea che però ci mise alcuni anni a germogliare dal seme che era stato piantato nella mia mente in seguito a quegli assaggi fatti più per curiosità che altro, e che mi avevano entusiasmato come livello qualitativo… Il problema era che non sapevo praticamente nulla di rum, all’epoca.

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La nascita ufficiale quando è avvenuta, quindi?
Anni dopo, memore di quegli assaggi, mi sono rivolto a Silvano Samaroli per avere un consiglio.
Silvano aveva in passato fornito a mio padre, Mario Jr., qualche container di whisky (per la precisione Linkwood) visto che all’epoca oltre a essere stimatissimo imbottigliatore indipendente lavorava anche come il broker, ed eravamo rimasti in ottimi contatti. Il signor Samaroli non mi negò la sua saggia consulenza, istruendomi sui vari stili di rum e su come muovermi in questo settore. Comprai quindi i primi barili e li imbottigliai. Non volevo sfruttare anche per i rum il marchio Wilson&Morgan che avevo creato nel 1992, e inoltre vista la varietà di stili geografici occorreva un approccio diverso. Mi venne quindi l’idea di presentare una collezione dei migliori rum di varie provenienze sotto un nome unico di famiglia: nacque così nel 1999 Rum Nation.

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Ritornano i #franciacorta di #MonteRossa...

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Monte Rossa dalla Franciacorta…


Noi lo facciamo così

1. Prodotto ed elaborato solo nella zona vocata delimitata, nel rispetto del disciplinare di produzione e del Codice vitivinicolo della Franciacorta;
2. Prodotto solo con uve Chardonnay (prevalenti) e/o Pinot Bianco e/o Pinot Nero provenienti da vigneti direttamente governati;
3. Uva raccolta esclusivamente a mano in contenitori piccoli per consegnare solo uve integre alla pressatura;
4. Produzione massima dell’uva ad ettaro di terreno vitato da 9.000 a 10.000 Kg;
5. Titolo alcolimetrico minimo naturale 9,5 delle uve;
6. Resa alla pressatura: massimo 100 litri di vino base da 154 Kg di uva;
7. Applicazione del solo metodo della lenta rifermentazione naturale in bottiglia;
8. Prima tappatura con copertura metallica recante il logo della dominazione;
9. Rifermentazione, maturazione e affinamento del vino in bottiglia avvengono seguendo i rigidi tempi, in luoghi e ambienti idonei sotto controllo termico, con temperature costanti sempre inferiori a 16°C;
10. Minimo 25 mesi di maturazione ed elaborazione dalla vendemmia prima dell’immissione al consumo (almeno 18 mesi in bottiglia a contatto con i lieviti per il Brut, 24 mesi per il Rosé ed il Satèn);
11. Minimo 37 mesi di maturazione ed elaborazione dalla vendemmia prima della immissione al consumo per i Millesimati (almeno 30 mesi in bottiglia a contatto dei lieviti);
12. La bottiglia può essere millesimata (cioè recare l’anno della vendemmia), solo nelle annate di qualità eccellente;
13. Divieto di specificare in etichetta il metodo di elaborazione “metodo classico” e di definirlo “vino spumante”;
14. L’Azienda stabilisce la proporzione e la scelta dei suoi Cru per dare la propria esclusiva impronta al suo vino;
15. Il Rosé deve essere prodotto con una percentuale pari o superiore al 25% di uva Pinot Nero;
16. Il Satèn è un blanc de blanc, ha una pressione in bollicine inferiore alle 5 atmosfere.
17. Devono essere osservate, durante tutte le fasi della lavorazione, le pratiche del metodo Franciacorta;
18. Dopo la sboccatura e l’aggiunta di sciroppo devono trascorrere almeno 2 mesi di affinamento in bottiglia prima dell’immissione al consumo.
19. Ora puoi togliere le dita dal naso ...scherzo... se sei arrivato fin qui vuol dire che sei un vero appassionato!

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